Logo design: i 5 elementi fondamentali per un logo di successo

Logo design: i 5 elementi fondamentali per un logo di successo

Parlare di logo design è fondamentale per un brand. Il logo, infatti, è l’elemento che più contribuisce a creare l’identità visiva dell’azienda, sfruttando una serie di elementi, dai simboli ai colori. Un buon logo è in grado di rendere un brand riconoscibile agli occhi dei consumatori e a posizionarsi nelle loro menti, trasmettendo valori e sistemi di credenze portati avanti dall’azienda. Ma quali sono gli elementi da tenere in considerazione per creare un logo di successo? Vediamo insieme le caratteristiche più importanti da ricordare quando si progetta un logo. Consigli per la progettazione di un logo efficace Un logo professionale consente il riconoscimento dell’azienda a colpo d’occhio. Il ruolo del logo è proprio quello di creare connessioni, ispirare fiducia rispetto ad un altro marchio, rendendo il brand unico.  Ecco le 5 caratteristiche da considerare assolutamente quando parliamo di logo design. LEGGI ANCHE – Social media per il food: consigli utili e trend da conoscere 1 – Riconoscibilità Abbiamo detto che per un logo è fondamentale essere riconoscibile e fissarsi nella mente del consumatore. Per lavorare su questo versante, può essere utile utilizzare elementi che hanno a che fare con il business a cui si riferisce, o almeno collegati culturalmente. L’originalità è la chiave del successo: il logo deve essere d’impatto e facile da ricordare.  2 – Semplicità Minimal is the way: per essere riconoscibile, un logo deve essere semplice. La semplicità rende un logo facilmente riconoscibile, versatile e difficile da dimenticare, gli permette di essere unico senza essere pieno di inutili dettagli. Evita gli elementi ridondanti, l’eccesso di font differenti e le trame particolarmente intricate e complesse. 3 – Senza...
Social Media per il food: consigli utili e trend da conoscere

Social Media per il food: consigli utili e trend da conoscere

I social media sono diventati strumenti prediletti per chi lavora con il cibo. Il binomio social media e food è, oggi più mai, una carta vincente per valorizzare e condividere all’interno di una community esperienze gustative e opinioni. Strumenti come Facebook e Instagram permettono alle aziende agroalimentari di comunicare direttamente con clienti o potenziali clienti, rompendo le barriere e raccontando se stesse attraverso post, foto o video. Gli utenti, da parte loro, sono sempre più orientati alla condivisione di esperienze: quante volte ci capita di condividere sui nostri canali social una foto della cena della sera prima, dell’apple pie appena sfornato o di un cocktail nel centro della città? In che modo le aziende che operano nel food possono sfruttare il potenziale dei social media e ampliare il coinvolgimento degli utenti? Vediamo ora qualche consiglio utile per iniziare. Cibo e social network: un binomio perfetto Per chi opera nel settore food & beverage, trovare modi creativi e innovativi per raggiungere un numero sempre più alto di utenti e raccontare i propri valori è diventato davvero fondamentale. Da dove partire per investire in una comunicazione social per il food vincente? Scopriamolo in questi punti. 1 – La strategia La comunicazione social richiede uno studio preliminare molto approfondito e una grande conoscenza del settore nel quale si opera. Non solo: bisogna conoscere a fondo il proprio cliente-tipo, le sue abitudini e le attività dei principali competitor. Prima di passare all’azione, è estremamente importante focalizzarsi sulla fase di analisi e strategia, così da poter definire quelli che sono gli obiettivi di business da raggiungere attraverso i social media.  2 – La fase...
Strumenti Facebook da conoscere: ecco una lista da non perdere

Strumenti Facebook da conoscere: ecco una lista da non perdere

Strumenti Facebook da conoscere ce ne sono di diversi. Saper gestire i social media, infatti, è ormai un aspetto essenziale della comunicazione moderna di un’azienda, piccola o grande che sia. Seppur in una fase involutiva, l’invenzione di Mark Zuckerberg è ancora una piazza virtuale importante che bisogna imparare a frequentare. Le funzioni principali di Facebook sono ormai di dominio pubblico ma tutto il resto? C’è un modo di opportunità che dovreste mettere a fuoco. Quali? Con questo articolo cerchiamo di elencarvene alcune, quelle più importanti. Buona lettura. Gli strumenti Facebook da conoscere sono diversi. Questi quelli immancabili: Il registro attivitàAvete notato sulla foto di copertina del diario il tasto: “Registro attività”? Forse i più curiosi hanno cliccato e scoperto un mondo, per chi non l’aveva visto o è troppo pigro per studiarlo ecco di cosa si tratta. Svela tutte le azioni fatte su Facebook, che si tratti di un like o di un commento. Riporta anche le attività svolte con le app, ad esempio Twitter o Pinterest. E’ un ottimo modo per gestire in maniera più mirata le attività su Facebook di un brand. Permette di avere, in una sola schermata, tutto quanto e di modificarlo. Potreste decidere di nascondere alcune cose che magari ritenete non sia più il caso siano visibili. Uno strumento in più che Zuckerberg ci fornisce per il vostro viral marketing. Funziona anche per le pagine: per visualizzare il registro attività basta andare sul pannello di amministrazione (menù modifica pagina) e il gioco è fatto. La pubblicità su FBFacebook offre una serie di strumenti per assicurarsi che le azioni pubblicitarie per la vostra azienda siano...
Call to Action cos’è e come funziona di preciso questo strumento

Call to Action cos’è e come funziona di preciso questo strumento

Call to Action cos’è? Partiamo dalla base. Nel web marketing,  la definizione della CTA dice che si tratta di “un’istruzione per il pubblico volta a provocare una risposta immediata, di solito utilizzando un verbo imperativo come “chiama ora”, “scopri di più”, “scarica gratis”, “visita il sito”, ecc. all’interno di un pulsante ben evidenziato. Più concretamente, è uno strumento di marketing che consiste nell’indicare ai visitatori del vostro sito un’azione da compiere in modo esplicito. Si tratta, infatti, di un’esplicita richiesta di azione che permette ai visitatori di ottenere quello che cercano in modo inequivocabile e a voi, come amministratore del sito, permette di raggiungere il vostro obiettivo. Vediamo il tutto più nel dettaglio. Buona lettura. Call to Action cos’è? Cerchiamo di metterne a fuoco i contorni stabilendone gli obiettivi. Secondo gli esperti, sono molteplici. Ecco qualche classico esempio di chiamata all’azione: l’iscrizione alla newsletter; la scoperta o utilizzo di un servizio; l’acquisto nel tuo negozio; la registrazione ad un evento; l’iscrizione ai feed del tuo blog; la promozione di un’offerta speciale. Attenzione. Una CTA non si limita a dare un’indicazione imperativa. Perché funzioni deve avere determinate caratteristiche che assecondino il vostro obiettivo e il bisogno del visitatore di avere informazioni e capire cosa comporta l’azione che è invitato a compiere. La struttura di una Call to Action Per capire una Call to Action cos’è molto passa dall’analisi della struttura. La classica formula propone uno schema ben precisa composta da headline, body copy e bottone con la chiamata vera e propria. Ecco di cosa si tratta. Headline E’ il titolo, che deve essere immediatamente comprensibile e permettere al visitatore di contestualizzare il tema, l’offerta, il prodotto. Una buona headline é...
Calcolare il ROI: ecco cosa c’è da sapere sul tema

Calcolare il ROI: ecco cosa c’è da sapere sul tema

Calcolare il ROI? E’ davvero uno strumento importante della comunicazione che dovete imparare a conoscere. Come tutti sanno, ROI è l’acronimo di Return On Investment  e si calcola attraverso una semplice formula matematica. Facciamo esempio di ROI per capire meglio. Se in una campagna investite 200 euro e ne guadagnate 300, avrete ROI = (300-200) / 200 = 0,50 e quindi un ritorno sugli investimenti del 50%, che, in altre parole, vuol dire che per ogni euro investito avete guadagnato 50 centesimi. Entriamo più nel vivo del tema raccontando come potreste muovervi per avere il massimo della resa nella vostra strategie di comunicazione. Pronti? Buona lettura. Per capire come calcolare il ROI ci sarà utile raccontarvi questa storia vera. Anzi, ve la facciamo raccontare in prima persona da un protagonista. “Sono con l’amministratore delegato di una bell’azienda nel settore automobilistico; un tipo svelto, elegante, pronto all’innovazione. “Evviva!” esclamo dentro di me, finalmente qualcuno al quale non devo iniziare a spiegare cosa sia Twitter. Parliamo di Social, di quanto oggi sia importante esserci, solite cose, poi lui aggiunge che la sua società intende investire in questo nuovo strumento (“Evviva!” sempre dentro di me), ci raccontiamo di quanto il marketing tradizionale abbia i suoi limiti nel mondo online (questo lo dico io, ma lui acconsente e rilancia con degli esempi), insomma tutto fila liscio fino a quando l’elegante uomo svelto chiede: “Sì, ma a conti fatti, qual è il ROI dei Social Media?” Ed io: “Noooooo! Questo è un colpo basso, non dovevi chiedermelo! Così crolla tutto…” Va be’, è chiaro che questo l’ho solo pensato, la mia reazione è stata… sorseggiare il caffè, prendere tempo, riflettere. Non...
Fare marketing con WhatsApp: ecco come funziona

Fare marketing con WhatsApp: ecco come funziona

Fare marketing con WhatsApp. Vale la pena? Molti brand lo stanno già facendo, e con successo. Se pensate ai social media, d’altronde, la prima cosa a cui pensate sono i vari Facebook o Twitter o, magari, all’eroe del momento Instagram. C’è però da registrare l’evoluzione della app di messaggistica che ormai sono sfruttabili in un’ottica di business. Come in tutti gli ambiti ancora relativamente inesplorati, possono presentarsi sia rischi che vantaggi all’orizzonte. Ecco perché vale la pena di sapere come usare WhatsApp per un brand e come orientarvi tra comunicazione e IM (Instant Messages). Pronti? Buona lettura. Per capire come fare marketing con WhatsApp è bene conoscerne le origini e la sua essenza. Si tratta di un’applicazione per mobile gratuita che sfruttala connessione internet del vostro cellulare per consentirvi di chattare con altri utenti senza il bisogno di inviare e pagare sms. Tra le funzioni chiave di WhatsApp c’è la possibilità di condividere file (immagini, video, audio) ed effettuare chiamate o videochiamate. Il software  è disponibile per iPhone, Windows phone, Nokia S40 e S60, BlackBerry e Blackberry 10. Esiste anche una versione dell’app per il web – per Mac o Windows – ma è necessario avere l’app installata anche su mobile, dal momento che ogni account WhatsApp è collegato ad un numero di telefono ed esclusivamente ad uno. I numeri di WhatsApp Il fatto che sia adatta a diversi tipi di cellulari, anche non di ultimissima generazione, ha consentito il rapido sviluppo di WhatsApp in aree dove il costo degli sms era ed è mediamente alto, come ad esempio il Brasile e il Messico. Ad ora questa app è la più diffusa alternativa...
Consigli per fare email marketing: breve guida pratica

Consigli per fare email marketing: breve guida pratica

Consigli per fare email marketing vi servono? Se dite di no, vuol dire che non capite nulla della comunicazione moderna via web. Le email sono tutt’altro che morte perché hanno la forza di arrivare sui nostri device in pochi secondi. Tutto sta nell’aggiornare le regole di scrittura di una buona mail ora che ci sono i social network e ora che le notizie passano dai social media prima che dai giornali tradizionali. Fedeli alla nostra scelta di dare consigli utili e pratici, ecco qualche preziosa riga su come fare per sfruttare a pieno, nel vostro business, le potenzialità di questo modo di interfacciarsi al vostro cliente o ad un potenziale tale. Pronti? Buona lettura. In cerca di consigli per fare email marketing’ Ecco una breve guida pratica. Mettete a fuoco queste trappole da evitare. Non puntate forte su una professionalità noiosaIl tono di voce della vostra organizzazione può essere uno dei vostri più grandi differenziatori. Sia che utilizziate un certo stile di umorismo o cerchiate di sembrare il più accademici possibili, una voce ben congegnata consente ai lettori di connettersi col vostro brand a livello umano-umano. Secondo uno dei quattro fondatori di Chubbies, Tom, “bisogna scrivere come se stessimo scrivendo ai nostri amici “; In un’intervista podcast di Smart Passive Income, ha consigliato alle organizzazioni di pensare al proprio marchio come a una persona unica.   Non create una CTA troppo letteraleOgni centimetro della vostra email è un’opportunità e ogni parola dovrebbe essere intenzionale, specialmente le aree che chiedono ai vostri utenti di agire. Considerate che il consumatore di oggi è ben consapevole del fatto che stiate cercando di guidarli...
Cattive abitudini di email marketing: ecco quali abbandonare

Cattive abitudini di email marketing: ecco quali abbandonare

Cattive abitudini di email marketing? Meglio perderne alcune. Perché la comunicazione via email è ancora attiva e utile e voi dovete usarla al pari delle altre strategie di comunicazione. Una volta acquisita la padronanza della creazione di contenuti di posta elettronica di base, sarete in una posizione migliore per sperimentare e testare determinati componenti dell’iter. Nel panorama delle “lettere” ultra-competitive di oggi, è necessario eseguire test per scoprire cosa spinge i destinatari specifici ad aprire, leggere e fare click. Mentre i contenuti e il design corretti sono riconosciuti componenti necessari per il successo, i test di esecuzione vi aiuteranno a capire come emergere nella scala di valori dei vostri clienti. E per capire cosa testare, è utile rivisitare le strategie attuali e considerare quali potrebbero essere le cattive cose acquisite. Buona lettura. Cattive abitudini di email marketing? In questo articolo, esploreremo cosa non fare, utile quanto il dover fare. Ecco 3 snodi essenziali: Non utilizzate sempre lo stesso nome del mittenteInvece di inviare semplicemente un’email col nome della vostra azienda, potreste fornire il nome di un dipendente. L’importante è che non sia falso o fuorviante. Un esempio? Chubbies, una compagnia di moda maschile con oltre 1,5 milioni di follower su Facebook, è nota per essere creativa con i suoi nomi. Usate le sue comunicazioni come fonte di ispirazione. Non trattate la tua linea tematica in modo troppo standardI consumatori sono inondati di email per tutto il giorno, il che significa che la linea dell’oggetto è l’unico fattore che permetterà a qualcuno di aprire il vostro messaggio. Non solo. L’occhio apre ed analizza senza leggere. Formattate bene il testo e create numeri ed elenchi puntati....
Come aggiungere un segnalibro a un Tweet: consigli pratici

Come aggiungere un segnalibro a un Tweet: consigli pratici

Come aggiungere segnalibri a Tweet? E’ bene che capiate quanto prima. Perché? Perché vi sarà di certo capitato di vedere un articolo, un thread, un tweet o una GIF su Twitter e aver voglia di salvarlo per vederlo meglio dopo. Fino ad adesso l’unico modo per salvare un tweet era di mettere il like, copiare il link da qualche parte o scansionarlo. Ora, c’è un metodo più semplice. Si tratta, appunto, di questa nuova funzione Segnalibri di Twitter che vi offre l’opportunità di fare quanto desiderate. Abbiamo intenzione di spiegarvene il funzionamento in modo semplice ed intuitivo con questo articolo. Buona lettura. Comeaggiungere segnalibri a Tweet? Facile. Leggendo queste parole. Partiamo da una fondamentale premessa; la funzione Segnalibri facilita la condivisione dei tweet in privato. Se vedete un thread interessante e volete condividerlo con un amico ma non volete taggarlo nella discussione, potete aggiungerlo ai segnalibri e inviarlo a un messaggio diretto (o via SMS o email). Attenzione. La funzione Segnalibri è disponibile su Twitter per iOS, app per Android o mobile Twitter.com, ma non è disponibile per desktop. E’ incredibilmente semplice da usare. Bastano 3 mosse. Ecco i tre passaggi da sapere per utilizzare la funzione Segnalibri di Twitter: Trovate un tweet che desiderate aggiungere ai segnalibri. Fate click sull’icona di condivisione. Selezionate “Aggiungi Tweet ai segnalibri”. Vedere tutti i segnalibri Per vedere tutti i vostri segnalibri, fate click sull’icona del vostro profilo per accedere al menu e selezionate “Segnalibri”. Se volete rimuovere i tweet dai vostri segnalibri, aprite la scheda Segnalibri, fate click sull’icona di condivisione sul Tweet che desiderate rimuovere e selezionate “rimuovi Tweet dai segnalibri”. E questo è tutto! Siete pronti...
Come usare la ricerca avanzata di Twitter: ecco un vademecum

Come usare la ricerca avanzata di Twitter: ecco un vademecum

Come usare la ricerca avanzata di Twitter? Importante saperlo! Perché? Diciamo che volete trovare uno specifico tweet (ad esempio @elonmusk) sull’apprendimento automatico ma non riuscite a scovarlo quando tornate indietro nel vostro feed. O mettiamo il caso che stiate tenendo un Webinar intitolato “web design 2018” e che vogliate creare un elenco di esperti utilizzando Twitter. O anche solo che vogliate vedere le conversazioni su Twitter tra @garyvee e @bcuban dal 2016. La verità è che, con 300 milioni di persone che utilizzano ogni mese questo social network, è spesso difficile trovare le informazioni di cui avete bisogno. La funzione di ricerca regolare di Twitter non può aiutarvi su Query molto specifiche. Ecco perché dovete leggere questo articolo fino alla fine. Buona lettura. Come usare la ricerca avanzata di Twitter non è così intuitivo come utilizzare le funzioni di ricerca di base e quindi abbiamo snocciolato il tema in quattro passaggi per aiutarvi a padroneggiare lo strumento.  Ecco i 4 snodi: Inserite i termini di ricerca nella barra di ricerca su Twitter. In alto a sinistra nella pagina dei risultati, fate click su “Cerca filtri” e quindi su “Ricerca avanzata”. Compilate i campi appropriati per affinare i risultati della ricerca. Fate click su “cerca” per vedere i risultati. Nell’esempio sopra del blog del colosso Hubspot, abbiamo usato la ricerca avanzata per vedere ogni volta che @HubSpot ha menzionato il programma “TV Game of Thrones” dopo il 1 ° gennaio 2018. Avevamo bisogno di usare la “frase esatta” perché, come abbiamo appreso con prove ed errori, “una di queste parole” ha prodotto risultati in qualsiasi momento in cui HubSpot menzionava la parola “gioco”, “di” o “troni”. Questo ha ampliato i nostri...

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